Strada Facendo

Una famiglia in viaggio

Benvenuti nel nostro blog!

Almeno una volta a settimana cerchiamo di pubblicare aggiornamenti, consigli di viaggio e tutorial. Vogliamo condividere con voi il nostro viaggio e soprattutto la nostra esperienza, gli imprevisti che ci possono capitare (in particolare viaggiando con il camper) cercando di essere d'ispirazione e d'aiuto.

Antequera & El Torcal (Provincia di Malaga, Andalusia, Spagna)

Una bellissima cittadina di cui non avevamo mai sentito parlare e che abbiamo fortunatamente scoperto per caso è Antequera, in Andalusia.

All’incrocio di importanti vie di comunicazione e ai piedi de El Torcal de Antequera, vale sicuramente la pena di una sosta prolungata perché le bellezze che offre al turista e al viaggiatore sono davvero tante, imperdibili.

Cittadina di origine Romana, il cui nome originale fu Anticuaria (e capirete il perché), subì poi la dominazione araba assumendo il nome di Medina Antakira, fu successivamente riconquistata nel ‘400; destino comune alla maggior parte delle città spagnole, del quale si trova ampia testimonianza nell’architettura.



Per chi come noi viaggia in camper, Antequera offre un’ampia area attrezzata, gratuita. Purtroppo sempre strapiena. Noi quindi, dopo aver fatto i servizi abbiamo deciso di utilizzare l’ampio parcheggio sterrato dall’altro lato della città, indicativamente fra l’Alcazaba e il sito megalitico. Da lì il centro storico, El Coso Viejo, si raggiunge a piedi in meno di dieci minuti.

La piazza sulla quale si svolge gran parte della vita pubblica antequerana è la Plaza de El Coso Viejo. Anticamente conosciuta come Plaza de las Verduras, sulla quale si svolgeva il mercato all’aperto, e sulla quale troneggia oggi la statua equestre dell’Infante don Fernando, vi si affaccia l’interessante museo cittadino. Proseguendo verso la Plaza San Sebastián, fatti pochi passi, sulla sinistra, troverete l’ufficio informazioni turistiche nel quale potrete documentarvi su tutte le escursioni, le opportunità di divertimento, intrattenimento e cultura che offre “la Città Bianca”.

L’Alcazaba e la Real Colegiata de Santa Maria la Mayor sono le più pubblicizzate ma non ve le consigliamo: appartengono ad un ente privato che organizza le visite e vende i biglietti congiunti ma vale la pena vederli solo da fuori, non sono davvero niente di speciale all’interno, soprattutto se poi si ha intenzione di visitare il resto dell’Andalusia.



Degne di nota sono invece la Parroquia de San Sebastiàn che si affaccia sull’omonima piazza e soprattutto la stupefacente Iglesia de Nuestra Señora del Carmen, che, a nostro avviso, vale l’intera visita alla cittadina. Perdetevi fra le viuzze, entrate nelle chiese, sedetevi al sole in uno dei tanti caffè con i tavolini all’aperto e godetevi l’atmosfera di questa cittadina fuori dai classici circuiti turistici.


Patrimonio dell’Unesco e interessante attrazione culturale è il complesso dei Dolmen, a due passi a piedi dalla città. Si tratta di sepolture megalitiche datate circa 3.700-3.600 a.C. con incisioni rupestri. L’entrata è gratuita e vi consigliamo di visitare il sito perché molto suggestivo, soprattutto se viaggiate con bambini.


Altra affascinante attrazione di Antequera è la montagna dal profilo umano, che ricorda quello di un pellerossa: La Peña de los Enamorados. Chiedete agli abitanti di raccontarvi la leggenda che sta alla base del nome che porta questa conformazione calcarea ed avrete versioni diverse ma simili di una storia di amore contrastato fra due giovani che per fuggire dalla famiglia incontrarono la morte gettandosi nel vuoto da questa montagna.
Il profilo del monte si osserva bene dall’interno del Dolmen de Menga ed è perfettamente inquadrato dal portale; probabilmente è la ragione per la quale il Dolmen fu costruito in quella posizione, lievemente diversa da quella usuale rispetto alle coordinate celesti utilizzate normalmente per siti simili.
Ma non è finita qui.



El Torcal de Antequera è forse il paesaggio carsico più spettacolare d’Europa.
L’origine del sito viene fatta risalire al Giurassico durante il Mesozoico: la zona faceva inizialmente parte di un corridoio marino che partiva indicativamente dal golfo di Cadiz fino ad Alicante. In questa area, a causa di movimenti geologici, il fondale si è innalzato fino a formare queste montagne che il vento e le frequenti piogge hanno plasmato millennio dopo millennio.
Per visitare questo splendido sito naturale però dobbiamo spostarci di circa 17 chilometri salendo fino a quasi 1.300 metri. Non ci sono mezzi pubblici per arrivarci, vi dovrete quindi spostare autonomamente.
La visita è gratuita e i percorsi segnalati sono tre: uno, breve, è dedicato a chi ha mobilità ridotta e ai portatori di handicap. Scenari fantastici si offrono alla vista e si sente continuamente il bisogno di fermarsi ad osservare le varie forme fiabesche che assumono le rocce calcaree scavate nei millenni dall’acqua e dal vento.



Si accede al sito dal parcheggio superiore dove trovano posto il centro informazioni, il bar ristorante e il gift shop.
I percorsi sono tutti segnalati e anche se sono facili si consigliano abbigliamento e calzature adeguate.
Su uno dei percorsi indicati, il più lungo dei tre, si può osservare traccia dell’origine marina di questa conformazione calcarea grazie ai fossili rimasti impressi nelle rocce ed inoltre si possono addirittura osservare pitture rupestri risalenti all’uomo di Neanderthal.



Il parcheggio superiore è limitato e viene chiuso quando completo, vi consigliamo quindi di arrivare presto, possibilmente nei giorni infrasettimanali e sicuramente quando fa bel tempo perché la strada dal parcheggio inferiore è ripida e non sempre è facile scambiarsi con i mezzi che vengono in senso contrario. Non è inoltre possibile rimanere oltre l’orario di chiusura del centro informazioni e quindi il pernottamento non è consentito.
Arrivare a piedi dal parcheggio inferiore vi costringerebbe ad una scarpinata non indifferente però è l’ideale per la sosta notturna con una vista sulla vallata sottostante davvero mozzafiato.

Insomma, Antequera era considerata storica già dai Romani, tanto da darle il nome che a dato origine a quello attuale. Ha attraversato la storia dagli albori della formazione della vita sul pianeta fino a quella più recente ma è rimasta autentica, senza mai diventare un’attrazione turistica con effetto Disneyland. Visitatela finché siete in tempo perché non so se durerà.

Trovate ulteriori informazioni sui seguenti siti:



Buon viaggio!



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Los Castillos del Vinalopò (Spagna)

Dopo essere rimasti affascinati da Xàtiva con il suo bel castello, del quale vi abbiamo già parlato nel nostro precedente articolo, abbiamo proseguito il nostro tour dei castelli incontrando e percorrendo la “ruta de los castillos del Vinalopò”.
I castelli di origine moresca della valle del Vinalopò furono costruiti generalmente fra l‘XI e il XII secolo ed utilizzati non come dimora di re o signori, se non temporaneamente, ma principalmente come baluardi di difesa del territorio, essendo la valle una terra di confine fra i territori musulmani e i domini cristiani.
I castelli e le fortezze della regione del Vinalopó sono infatti la testimonianza delle vecchie battaglie che si sono svolte in questa zona. Edifici la cui storia risale ai tempi del Cid Campeador, il famoso cavaliere medievale, e alle lotte di confine tra musulmani e cristiani durante la Riconquista.
Non è raro infatti trovarvi testimonianza di più stili architettonici dovuti ai rimaneggiamenti in epoche successive alla Riconquista.




Castalla deve il suo nome al Castillo di origini arabe che la domina e protegge. Per visitarlo bisogna prendere, con un po’ di fortuna, appuntamento all’ufficio del turismo. La visita è gratuita.
È una piccola cittadina che non offre molto al turista tranne il suo castello ma è molto accogliente con i camperisti. Possiede un’area attrezzata con 7 posti, comprensiva dei servizi di carico e scarico con attacco alla corrente elettrica; è ubicata a fianco della zona sportiva delle cui docce si può usufruire negli orari di apertura della struttura. Il costo della sosta è di 3€ al giorno per un massimo di 7 giorni, pagabile all’interno dell’impianto sportivo o all’ufficio del turismo. È la sosta ideale per fermarsi e rilassarsi un po’ e per chi ama viaggiare lentamente. Tutto è a portata di mano: la piazza principale con il parco, il palazzo della gioventù e il mercato coperto è cuore della cittadina. Supermercati, bar, ristoranti, farmacia... tutto al massimo a dieci minuti a piedi dall’area di sosta.

Seconda tappa: Biar. Il castello del XII secolo è uno dei meglio conservati della valle e merita senz’altro una visita. Controllate i giorni e gli orari di apertura perché variano durante l’anno a seconda della stagione e delle festività.
Non ci siamo fermati oltre la visita del castello ed abbiamo proseguito per Villena.

A Villena abbiamo parcheggiato nella parte alta della città a poche centinaia di metri dal castello, dal quale abbiamo goduto di uno spettacolare tramonto.
La mattina successiva abbiamo visitato il Castillo de la Atalaya. È possibile vederlo solo attraverso una visita guidata organizzata dal locale ufficio del turismo; purtroppo la guida parla solo spagnolo ma è abbastanza comprensibile per noi italiani ed è riuscito ad essere molto interessante.
Il costo della visita è di 3€ a persona.
Anche il paese merita una visita, con le sue strette stradine ciottolate a sali e scendi, le casette piastrellate, le piazzette e qualche bar dove prendere una birra e gustare delle tapas in tutta tranquillità.

L’altra grande fortezza dell’alto Vinalopò l’abbiamo incontrata nella successiva tappa del nostro itinerario. Il suggestivo e inespugnabile Castello di Sax sorge sulla costa di una collina allungata che sovrasta un bel parco attrezzato da un lato e la cittadina dall’altro. Dopo aver parcheggiato sulla Calle Tejera, si arriva al castello percorrendo un sentiero all’interno del parco che poi si inerpica su per la collina.

Per visitare il castello di Petrer abbiamo lasciato il camper nel parcheggio gratuito ai piedi del paese, a fianco dell’Autovia. Il parcheggio ha anche alcuni stalli piuttosto lunghi per mezzi come i nostri. Con una breve passeggiata un po’ in salita, si attraversa il centro storico arrivando al bel castello anch’esso di origine moresca. Molto ben conservato o forse molto ben restaurato, ha un bellissimo Mirador dal quale si gode la vista sull’intera vallata del Vinalopò.

http://turismopetrer.es


Il Castello di Castalla





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Xàtiva (Valencia)

Dopo aver lasciato a malincuore Valencia, abbiamo cercato una meta che non fosse troppo distante ed abbiamo scelto la cittadina di Xàtiva.

Raggiungibilissima anche con i mezzi pubblici, abbiamo scoperto che è una delle escursioni proposte dagli operatori turistici di Valencia.

Dopo aver lasciato il camper al parcheggio del campo sportivo, dove abbiamo poi anche sostato per la notte, abbiamo preso le bici per raggiungere il centro storico attraverso la ciclabile. Abbiamo lasciato le bici nei pressi dell’ufficio turistico, dove una gentilissima signora ci ha fornito di una mappa ed indicato le attrazioni della città.
Il centro si lascia visitare con una passeggiata di un paio d’ore al massimo, sosta caffè compresa, anche perché la vera attrazione di Xàtiva è il suo bel castello, che domina la città dall’alto. Dalla piazzetta su cui si affaccia l’ufficio turistico, parte due volte al giorno un “trenino” che ti accompagna a fare il giro della cittadina fino al castello, che altrimenti dovreste faticosamente raggiungere a piedi. Lì vi lascerà per riprendervi un’ora dopo.

Noi abbiamo visitato il castello il giorno dopo e siamo arrivati al parcheggio più vicino al castello con il camper. Abbiamo poi proseguito a piedi perché non amiamo gli orari imposti; abbiamo fatto bene perché abbiamo poi dedicato al castello l’intero pomeriggio. Non è fattibile però se avete un mezzo più lungo di sette metri perché per arrivare a questo parcheggio si deve necessariamente attraversare il centro storico e percorrere alcune viuzze piuttosto strette.
I castelli sono due in realtà, il Menor e il Major, collegati dalle stesse mura esterne, ma il più piccolo non è visitabile perché in ristrutturazione. La maggior parte della visita si svolge all’esterno e devo dire che è stato uno dei castelli più interessanti che abbia mai visto. Ogni parte del castello è ben segnalata e descritta con appositi cartelli in lingua spagnola ed inglese. All’interno del castello, inoltre, c’è un bar ristorante con una bella terrazza dalla vista mozzafiato sulla vallata sottostante e anche un’area pic-nic attrezzata.

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Antequera - Chiesa del Carmen - Iglesia de Nuestra Señora del Carmen

Venite con noi ad Antequera a scoprire la suggestiva Chiesa del Carmen - Iglesia de Nuestra Señora del Carmen.



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A spasso per musei - Valencia

Dopo aver visitato la bellissima Cattedrale, dopo essersi goduti una vista mozzafiato sulla città dalla torre del Miguelete, dopo aver visitato la città della Scienza e l’Oceanografic, aver passeggiato in lungo e in largo per i bellissimi giardini del Turia, dopo aver pranzato al Barrio del Carmen e visitato varie volte il Mercato Centrale e i numerosi localini circostanti... cosa resta da fare a Valencia?

I palazzi e musei da visitare sono ancora molti: il palazzo del Marques de dos Aguas ad esempio è stupendo, fuori con la facciata stracolma di statue e bassorilievi e dentro, con i suoi arredi sfavillanti di ori, broccati e accessori lussuosissimi. La Llotja de la Seda, dove un tempo i mercanti di seta si riunivano per le contrattazioni. Meritano una visita il museo archeologico de la Beneficiència e il bellissimo Museo Nazionale della Ceramica. Ma anche la stazione del Nord, la Plaza de Toros, il palazzo del Correos, il mercato di Colòn.

Noi di Valencia ce ne siamo innamorati e possiamo senz’altro consigliarvela come meta sia per un week end che per una vacanza intera, in ogni stagione.



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January 1st 2017
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